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mercoledì 1 febbraio 2012

Meno quindici

Una soglia fatale in questi giorni sconvolge il Nord Italia: -15°C.

A quanto va questa notte?
Meno dieci. Ah, vabbé.
Meno dodici. Mmm.. Freschino.
Meno quindici. PANICO.


Se avete letto i giornali degli ultimi giorni, saprete già che il genere umano/padano non arriverà a vedere l'alba di Lunedì.

Andiamo ad analizzare nel dettaglio come alcune categorie sociali rappresentative (leggi "che mi sono venute in mente") verranno sterminate a causa del freddo intenso.

I proprietari di cani di media e grossa taglia.
Essi saranno trascinati per decine di chilometri su interminabili lastre di ghiaccio dalle care bestiole esaltate dal paesaggio innevato.
Chi perirà lungo il percorso sarà amorevolmente sbranato dalle succitate bestiole, sfinite dalla lunga corsa.
I superstiti, non appena riusciranno a fermarsi, ecco che si stabiliranno sul posto e si rifaranno una vita da zero, pur di non ripetere l'esperienza tentando un improbabile ritorno.

Gli automobilisti.
Essi passeranno le ultime ore della loro triste vita cercando di liberare i propri mezzi bloccati dalla mirabile azione degli spazzaneve.
Questi giganti buoni puliscono le strade in modo esemplare, rasentando la perfezione, ma onde evitare poi che le macchine deturpino il loro capolavoro le cingono con invalicabili ganasce di neve compattata, la cui resistenza e longevità raggiunge picchi paragonabili al miglior marmo di Carrara.
Nel caso (improbabile) che riesca a liberare il veicolo a colpi di pala (quindi senza doverlo completamente smontare e rimontare nel centro della carreggiata) il proprietario dell'auto sarà quasi certamente terminato a badilate dal vicino di parcheggio, accortosi che proprio accanto alla sua vettura è stato riversato il materiale di risulta.

Gli anziani.
Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, gli anziani saranno i meno colpiti dalla calamità.
Avendo la televisione accesa ventiquattr'ore su ventiquattro, sono perfettamente informati sull'evento che incombe: hanno allertato da giorni figli, figlie, nuore e generi perché li riforniscano di ogni possibile bene di prima (seconda o terza) necessità. Casa loro pullula di cibo (fresco per i primi giorni, scatolame in caso il dramma perduri oltre la scadenza di latte e derivati). Non mancano scorte di medicinali, riviste, gomitoli di lana e gatti da compagnia. Possono gettare le chiavi e restare sotto le coperte per mesi, attendendo comodamente il disgelo.
Gli unici tra loro che purtroppo ci lasceranno sono quelli che avranno trascurato un unico dettaglio nell'altrimenti perfetto piano di sopravvivenza (affinato fin dai tempi della resistenza partigiana sulle montagne cuneesi): le batterie del telecomando. Queste con ogni probabilità si esauriranno nel bel mezzo della mattinata. Generi e nuore sono al lavoro, i nipoti a scuola. Il pensiero di cinque, forse sei interminabili ore di impotenza televisiva li spingerà ad avventurarsi all'esterno.
Una volta lì, come è ovvio aspettarsi, per loro purtroppo non ci sarà più nulla da fare.

Non per niente, l'apocalisse Maya è fissata a fine Dicembre, mica ad Aprile.