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giovedì 20 dicembre 2012

Last forecast

Situazione ed evoluzione:
L'area di alta pressione che ha garantito tempo stabile ed asciutto nei giorni scorsi cede nella giornata di venerdì a causa del repentino dissolversi dell'atmosfera terrestre. Un'estesa instabilità in arrivo dall'America centrale interesserà nelle prossime ore i cinque continenti; si tratta di un transito molto rapido, a causa della probabile scomparsa di questi ultimi.
Non è prevista alcuna evoluzione.

Giovedì, 20 dicembre 2012 - pomeriggio

Nuvolosità: cielo molto nuvoloso dalle ore centrali della giornata.
Precipitazioni: di intensità debole o localmente moderata in estensione alle pianure. Quota neve in calo attorno ai 300m.
Zero termico: in generale calo fino a 800-900 m sulle pianure, intorno ai 1500 m sui rilievi.
Venti: generalmente deboli, da ovest sui rilievi, prevalentemente orientali in pianura.

Venerdì, 21 dicembre 2012
Nuvolosità: cielo generalmente molto nuvoloso. Foschie fitte e persistenti con banchi di nebbia sulle zone di pianura. Dal tardo pomeriggio la scarsa visibilità potrebbe essere causata dall'effettiva assenza del paesaggio circostante.
Precipitazioni: deboli piovaschi in mattinata, in progressiva intensificazione nelle ore centrali della giornata. Dal pomeriggio rovesci forti o molto forti con possibile grandine, meteoriti e grosse rane in prossimità dei principali centri urbani. In estensione ed ulteriore intensificazione in serata.
Zero termico: altalenante tra il suolo ed il top dell'atmosfera.
Venti: deboli di direzione variabile nelle prime ore della giornata. In intensificazione dal pomeriggio con raffiche anche molto forti in prossimità dei rovesci più intensi. Dalla tarda serata le correnti ruoteranno decisamente da ovest a causa dell'arresto della rotazione terrestre. I forti venti (1600 km/h circa) in ogni caso si attenueranno rapidamente durante la notte a causa della già citata dissoluzione atmosferica.   
Altri fenomeni: si segnala che la guida potrebbe risultare difficoltosa a causa dell'asfalto reso viscido dalle piogge di batraci. Si raccomanda dunque prudenza negli spostamenti. Se non indispensabili, si sconsigliano inoltre i viaggi lunghi per probabile concomitante sparizione della meta prescelta.

Sabato, 22 dicembre 2012

Chiuso.

martedì 14 febbraio 2012

Glaciazione!

Ma allora, 'sto Global Warming?
Giusto! Dove sono il caldo record e la desertificazione che ci avevate promesso?
E a quello gli hanno dato pure il Nobel!
Ma chi? Obama?
Ma no, quell'altro: quello che ha perso.
Ah, sì: Al Gore.
Eh. Vedrai ora, altro che riscaldamento: l'era glaciale arriva qui!
Quant'è vero..



 Domenica, Palazzetto del ghiaccio, ore 18:15 (circa).


Lo aspettavo da giorni. Ho viaggiato con l'orecchio teso per carpirlo dal giornalaio, al supermercato, in metropolitana.
Camminavo per la strada, salivo e scendevo dai tram girando per la città senza meta ad ogni ora del giorno e della notte aspettando solo questo dialogo.
Avrei potuto scriverlo e basta. Potevo inventarlo, dire l'ho sentito là il tal giorno, sarebbe stato lo stesso.
E invece no! Lo volevo vero. Tanto sapevo che sarebbe arrivato. Doveva arrivare prima o poi.

È interessante notare in quelle poche righe come l'uomo occidentale sia  fondamentalmente un essere coerente con l'ambiente che lo circonda. Il più delle volte dissimula: manifesta un plateale distacco dalla forza degli elementi. Quando però si tratta di rapportarsi con ciò che con ogni probabilità lo precipiterà verso una fine atroce ed ineluttabile no. È qui che l'uomo di città torna a cogliere quei dettagli del cosmo che paiono solitamente sfuggirgli nel frenetico tragitto casa-ufficio-(palestra e/o amante, per i più volenterosi)-casa.
Il dettaglio che risveglia quell'istinto di sopravvivenza sopito da secoli di agi? La temperatura esterna.
Alla prima goccia di sudore, al primo starnuto, la sua mente d'un tratto si accorge dell'habitat in cui il sadico demiurgo l'ha precipitato al momento della creazione.

È inverno: l'uomo tende a prefigurarsi una assolutamente immeritata estinzione causata da un'improvvisa e cinematografica nuova era glaciale.
È estate: l'uomo attende con orrore l'inevitabile ed appiccicaticcia ecatombe da riscaldamento globale.

Se la normale canicola padana lo trascina nelle strade torride a firmar petizioni pro "Kyoto", un mese di freddo intenso lo porterà ad aumentare le schiere del negazionismo più estremo al cambiamento climatico in atto.

Tranquilli, non sono qui a predire l'ennesimo scenario apocalittico da imminente fine del mondo: sono più che certa che il pianeta ce la farà benissimo anche senza di noi.

P.S.: L'essere umano moderno tende a tranquillizzarsi nelle mezze stagioni.

[Grazie ad Angelo per lo spunto! :) ]

mercoledì 1 febbraio 2012

Meno quindici

Una soglia fatale in questi giorni sconvolge il Nord Italia: -15°C.

A quanto va questa notte?
Meno dieci. Ah, vabbé.
Meno dodici. Mmm.. Freschino.
Meno quindici. PANICO.


Se avete letto i giornali degli ultimi giorni, saprete già che il genere umano/padano non arriverà a vedere l'alba di Lunedì.

Andiamo ad analizzare nel dettaglio come alcune categorie sociali rappresentative (leggi "che mi sono venute in mente") verranno sterminate a causa del freddo intenso.

I proprietari di cani di media e grossa taglia.
Essi saranno trascinati per decine di chilometri su interminabili lastre di ghiaccio dalle care bestiole esaltate dal paesaggio innevato.
Chi perirà lungo il percorso sarà amorevolmente sbranato dalle succitate bestiole, sfinite dalla lunga corsa.
I superstiti, non appena riusciranno a fermarsi, ecco che si stabiliranno sul posto e si rifaranno una vita da zero, pur di non ripetere l'esperienza tentando un improbabile ritorno.

Gli automobilisti.
Essi passeranno le ultime ore della loro triste vita cercando di liberare i propri mezzi bloccati dalla mirabile azione degli spazzaneve.
Questi giganti buoni puliscono le strade in modo esemplare, rasentando la perfezione, ma onde evitare poi che le macchine deturpino il loro capolavoro le cingono con invalicabili ganasce di neve compattata, la cui resistenza e longevità raggiunge picchi paragonabili al miglior marmo di Carrara.
Nel caso (improbabile) che riesca a liberare il veicolo a colpi di pala (quindi senza doverlo completamente smontare e rimontare nel centro della carreggiata) il proprietario dell'auto sarà quasi certamente terminato a badilate dal vicino di parcheggio, accortosi che proprio accanto alla sua vettura è stato riversato il materiale di risulta.

Gli anziani.
Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, gli anziani saranno i meno colpiti dalla calamità.
Avendo la televisione accesa ventiquattr'ore su ventiquattro, sono perfettamente informati sull'evento che incombe: hanno allertato da giorni figli, figlie, nuore e generi perché li riforniscano di ogni possibile bene di prima (seconda o terza) necessità. Casa loro pullula di cibo (fresco per i primi giorni, scatolame in caso il dramma perduri oltre la scadenza di latte e derivati). Non mancano scorte di medicinali, riviste, gomitoli di lana e gatti da compagnia. Possono gettare le chiavi e restare sotto le coperte per mesi, attendendo comodamente il disgelo.
Gli unici tra loro che purtroppo ci lasceranno sono quelli che avranno trascurato un unico dettaglio nell'altrimenti perfetto piano di sopravvivenza (affinato fin dai tempi della resistenza partigiana sulle montagne cuneesi): le batterie del telecomando. Queste con ogni probabilità si esauriranno nel bel mezzo della mattinata. Generi e nuore sono al lavoro, i nipoti a scuola. Il pensiero di cinque, forse sei interminabili ore di impotenza televisiva li spingerà ad avventurarsi all'esterno.
Una volta lì, come è ovvio aspettarsi, per loro purtroppo non ci sarà più nulla da fare.

Non per niente, l'apocalisse Maya è fissata a fine Dicembre, mica ad Aprile.