martedì 8 aprile 2014

EuVopa

Si riassumono di seguito i punti fondanti del codice di comportamento del MoVimento 5 SteIIe per le prossime elezioni europee*


Compiti degli eletti
  • Il codice di comportamento per i candidati del MoVimento 5 SteIIe alle elezioni europee è all'insegna della trasparenza. Manco vi accorgerete che esistono. 
  • Gli eletti saranno chiamati ad una comunicazione puntuale sulle scelte politiche attuate. Sforzandosi per quanto possibile di parlare in prima persona.
  • I deputati dovranno mantenere una relazione con gli iscritti. Al fine di poter continuare a comunicare con i propri cari.   

Campagna elettorale
  • Ogni candidato dovrà svolgere la campagna elettorale a favore di tutti i candidati della propria lista. Come da prassi, a favorire gli avversari ci penserà una volta eletto.

Gruppo politico
  • I deputati del MoVimento 5 SteIIe al Parlamento europeo non dovranno associarsi ad altri gruppi politici. E sarà la rete a decidere da chi potranno accettare eventuali caramelle.
  • Laddove si manifestasse la possibilità di costituire in seno al Parlamento europeo un gruppo politico con deputati di altri Paesi europei che condividano i valori fondamentali del MoVimento 5 SteIIe seguire la solita trafila: fingersi pazzi (o continuare come se nulla fosse), accusarli di proselitismo, prenderli per il culo e metterli in ridicolo sul web.
  • Le proposte per gli incarichi nelle commissioni parlamentari o in altri incarichi istituzionali del Parlamento verranno decise a maggioranza assoluta dei deputati del MoVimento 5 SteIIe eletti ed in carica. Questo nell'eventualità che ancora ce ne siano, altrimenti fate un po' il cazzo che vi pare, tanto stiamo per espellere pure voi.

Programma e statuto
  • I deputati del MoVimento 5 SteIIe dovranno operare in sintonia con gli obbiettivi sintetizzati nei “Sette Punti per l'Europa”. Nord, Sud, Ovest, Est, Su, Giù, verso Grillo. (Va da sé che qualora nel leggere "Nord Sud Ovest Est" abbiate canticchiato, siete automaticamente espulsi in quanto orrendamente vecchi)
  • I deputati del MoVimento 5 SteIIe sono tenuti al rispetto dello Statuto, riferito come “Non Statuto”. E dovranno stare attentissimi alle doppie negazioni.

Comunicazione
  • Lo strumento ufficiale per la divulgazione delle informazioni e la partecipazione dei cittadini è il sito beppegriIIo.it. Appena sotto al settimo banner a sinistra, accanto al terzo popup, proprio lì dove c'è scritto "COMPRA I MIEI DVD!!!1!!!!11!11!1unovaleuno" 

Trasparenza
  • Le votazioni saranno motivate e spiegate con un video pubblicato sul canale YouTube del MoVimento 5 SteIIe. E approvate per alzata di gattino.
  • Le votazioni in aula saranno decise a maggioranza dai deputati del MoVimento 5 SteIIe. Il vero casino inizierà quando resteranno in due.

Personale di supporto ai parlamentari
  • I deputati non potranno nominare i propri familiari fra gli assistenti retribuiti direttamente dal Parlamento europeo e da altri organismi. Fate come tutti e trovatevi una bella gnocca. 

Sanzioni
  • Il deputato eletto dovrà dimettersi obbligatoriamente se condannato per un reato penale. Ivi compreso l'utilizzo nella medesima frase dei termini "Grillo" e "no".
  • Ciascun eletto del MoVimento 5 SteIIe, in caso di violazione del codice di comportamento, sarà tenuto a pagare una multa di 250 mila euro. In Bitcoin di piccolo taglio.


In caso di dubbi**, il Codice si auto scaricherà su ogni supporto digitale in vostro possesso occupandone il 99.9% della memoria. Il restante 0.1% vi sarà più che sufficiente per ringraziare il Capo Supremo per il dono ricevuto***.

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*Se per caso non vi doveste trovare d'accordo con una o più delle seguenti argomentazioni, lasciate pure la vostra opinione nei commenti del post. Come da regolamento i commenti saranno vagliati, e gli autori pubblicamente sbeffeggiati ed insolentiti.

**Non vi preoccupate, non dovrete essere voi a fare la fatica di decidere se ne avete o meno.

***Il servizio è in abbonamento, info e costi su beppegriIIo.it

mercoledì 12 marzo 2014

Quote cosa?

Una questione molto dibattuta negli ultimi giorni è quella delle quote rosa, ovvero quote minime di presenza femminile all'interno degli organi politici sufficienti a mantenere i corridoi puliti e la mensa commestibile.
La richiesta delle quote rosa nasce dalla bassa percentuale di donne nel mondo della politica, nonché dalla necessità di trovare capri espiatori più capaci di muovere a compassione ("È tutta colpa sua ma che ci vuoi fare, è una donna..").
Vari paesi del mondo dove questa situazione di disparità è più accentuata stanno ricorrendo a strumenti legislativi per fissare le quote minime di presenza femminile nei rispettivi parlamenti (in alternativa la metà dei rappresentanti sarà obbligata, a rotazione, ad indossare buffe parrucche). In India ad esempio la parità di genere nelle istituzioni è diventata una necessità da quando la violenza di gruppo è stata portata in primo piano dalla cronaca internazionale ed unanimemente condannata: che ognuno si violenti la sua, proprio come nei paesi civili.

Anche in Italia si è sviluppato il dibattito politico attorno al tema delle quote rosa, ma il parlamento non ha mai raggiunto l'unanimità e alla fine la Juventus ha cambiato le divise da trasferta.
(C'è anche da dire che qui da noi il dibatito sarebbe stato molto più semplice e spedito se alcuni parlamentari non avessero perseverato nel confondere continuamente quote rosa e quote latte)
Tuttavia, con una legge del 2011, è stata introdotta nel nostro ordinamento una importante disciplina per le quote rosa negli organi di amministrazione delle società quotate. Ma pochi sono a conoscenza del faintendimento alla base di tale risoluzione, che mirava a scovare esperti di borsa e si è ritrovata con uno stuolo di incontrollabili intenditrici di borse.
Analoghe disposizioni sono state previste anche per le società controllate dalla Pubblica Amministrazione, di modo da limare finalmente quel sospetto picco di produttività rilevabile nei periodi di sosta del campionato.


Quote rosa, dopo il voto segreto alla Camera le deputate Pd si dicono tradite dai loro colleghi maschi. Che finalmente cominciano a farle sentire delle vere donne.

Grazie a Virgilio per il sincronismo sul titolo :|

martedì 17 settembre 2013

Roll Boat

Per il cantiere costruito attorno alla Costa Concordia è stato usato l'acciaio di 4 Tour Eiffel. Non sapevo che ne avessero di scorta.


È il 16 Settembre, ci siamo! Anzi no.
Le operazioni di rimozione della nave iniziano con due ore di ritardo a causa della pioggia fortissima: ancora un po' e il problema si risolveva da solo. Alle sei del mattino quindi, per ingannare l'attesa, non essendoci in tutta l'isola LSD e/o spogliarelliste a sufficienza per soddisfare le richieste di tutti i presenti, si opta per una scoppiettante conferenza stampa del capo della Protezione Civile Franco Gabrielli. Ecco i momenti salienti:

"Slitta l'inizio delle operazioni". Quindi prima sistemeremo quello.
"Non è stato possibile portare a termine le operazioni di predisposizione, ma il programma non è compromesso". Più di così in effetti è difficile che affondi.
"Una cosa che ho imparato stando a capo della Protezione civile, è l'imprevedibilità delle condizioni meteo". L'altra è lo scarico delle responsabilità.
"Durante lo spostamento della Costa Concordia l'Arpat effettuerà in tempo reale il monitoraggio delle acque del porto". Stabilendo con esattezza in quanti si stanno cagando sotto.
"Il distacco dalle rocce sarà uno dei momenti più delicati". Come ben sa chi è abituato a prendere il sole sugli scogli.
"Un SMS avvertirà i giornalisti che sono iniziate le operazioni di rotazione della Concordia". "Scappate!"
"Le emissioni di gas derivanti dalle derrate alimentari in decomposizione presenti sulla nave sono costantemente monitorate". Metti che si è salvato qualcosa per la merenda.
Ed in conclusione, a chi gli chiedeva se una sirena avrebbe segnalato l'avvio delle operazioni, Gabrielli ha risposto infilando buffi tappi di cera nelle orecchie.

Tutto pronto: si comincia con i tiranti, quindi i cassoni posti sul lato emerso della Concordia vengono lentamente immersi nelle acque del Giglio. Tranquilli, l'anno prossimo recupereranno pure quelli.
Nel bel mezzo delle operazioni, il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi arriva all'Isola del Giglio in elicottero. Dimostrando una notevole mancanza di fiducia.
Nel pomeriggio nuova conferenza stampa per l'ingegner Sergio Girotto: "Tutti i numeri che ci aspettavamo sono confermati". Quindi nessun problema per il buffet del catering.

La notte si avvicina, un contrattempo porta all'interruzione forzata delle operazioni di rotazione della nave, Gabrielli: "La sfiga aleggia su di noi". Ma no, è solo l'elicottero di Rossi che se ne va. Poi, con calma, il problema si risolve. Tutto procede per il meglio, la nave lentamente si risolleva, ma intanto il Sole cala all'orizzonte. Vedi mica se son rimasti un paio di tiranti?

Lentamente si conclude il giorno in cui l'Italia si scopre popolo di ingegneri civili. Giorno in cui ci tiene a farsi sentire anche chi con le operazioni apparentemente non c'entra nulla:
"La piattaforma di cemento posta sotto la Costa Concordia va rimossa il prima possibile" ha mormorato il presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi cercando una faglia nelle vicinanze.
Pochi minuti più tardi il Consiglio nazionale degli ingegneri rilancia: "In futuro è necessario prevedere soluzioni alternative all'uso delle scialuppe". Proporremo una clausola vaga ma vincolante all'acquisto del biglietto.
Poi all'improvviso, verso le quattro del mattino, ecco finalmente le sirene! È lì che tutti hanno creduto di vedere la Concordia raddrizzata.
Poi all'alba la triste scoperta. Parla il ministro Orlando (no, non è questa la triste scoperta, abbiate pazienza): "La parte sommersa è peggio del previsto". Saranno almeno una ventina di punti di Pil.

I lavori si concludono senza altri impedimenti. Si festeggia durante la conferenza stampa del direttore delle operazioni Sloane: "Ora vi spiego come raddrizzare una nave divertendosi!*". Ma i critici non si arrendono e chiedono conto delle fuoriuscite di sostanze tossiche: "Non ho certo navigato nei liquami di una città sversati in mare" ha dichiarato Gabrielli ricordando le sue vacanze in Campania.
Quindi i ringraziamenti: "Grazie ai gigliesi per il sostegno". Ecco cosa c'era al fondo dei tiranti. E infine, per quanto riguarda la logistica di questi giorni complessi, in conferenza stampa si annuncia: "Anche oggi per il Giglio solo traghetti straordinari". Servono a rilanciare il turismo.
È il momento del congedo. Il momento di rendere il giusto onore a questa incredibile macchina organizzativa: "Tutta la parte ingegneristica dell'operazione di recupero della Costa Concordia è italiana" ha dichiarato Gabrielli promettendo colpi di scena.

Nel pomeriggio il premier Letta riceverà il capo della Protezione Civile a Palazzo Chigi nella Sala dei Galeoni. Metti che riesca a combinare qualcosa pure lì.

Il processo a Schettino ricomincerà il 23 settembre.  Anche lì si prevede un notevole dispiego di corde.
(Già pronta la difesa: "Quale nave?")

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*Sì, lo so che si scrive diverso. Pignolini.

venerdì 5 luglio 2013

Futuri laterali (2)

10/07/2013

Grillo e Casaleggio fecero visita a Napolitano. Napolitano fece accomodare Grillo e Casaleggio. Napolitano aprì la botola.

Più tardi lo stesso giorno i 5 Stelle, finalmente liberi, si riunirono a festeggiare nel più lussuoso ristorante romano e per sfregio pretesero di pagare in nero; purtroppo per loro furono colti sul fatto da un elegantissimo Papa Francesco che proprio quel giorno aveva deciso di imparare a fare il cameriere (l'ormai rituale "Buon pranzo" era in poco tempo diventato una specie di droga per lui).
Ad ogni modo, Francesco I non poteva permettere che la passassero liscia. Decise quindi di trascinarli uno ad uno per le orecchie da Napolitano che, ancora ebbro di potere dopo l'esecuzione sommaria dei loro capi, in tutta fretta precipitò pure loro nella succitata botola (Papa compreso).

Calò il buio. L'intero Quirinale, finalmente avvolto dal silenzio e dalla pace della notte dei colli romani, taceva. Napolitano si appisolò senza fatica nella grande poltrona presidenziale, pieno di neonate speranze per sé e per la nazione tutta. La pendola nella grande sala batté l'una, poi le due.

Mancava poco alle tre quando, a pochi centimetri dai piedi inciabattati di un attonito Napolitano, la botola si spalancò di schianto. Napolitano schivò a stento l'infarto.
Davanti a lui, Bergoglio. Il Pontefice si librava a mezz'aria al centro della stanza, sulla sua schiena lo zaino con i razzi di 007 che, con sorprendente preveggenza, aveva barattato a Porta Portese con le due Harley Davidson ricevute in dono pochi giorni prima. 
Napolitano si strinse alla poltrona in attesa del colpo di grazia. Strizzò gli occhi e aspettò. Nulla. Dopo qualche istante i razzi lentamente si spensero e Francesco, lentamente, planò sul bel tappeto ottocentesco che tanto faceva bestemmiare la povera Clio ogni volta che la domestica ne pizzicava i fili con l'aspirapolvere.

Con grande sorpresa del Presidente, il Pontefice sorrideva. Sorrideva amabile e, ritornato come per magia al suo solito pacifico accento da nonno di Belen, proponeva una tregua. E proponeva una tregua perché va bene fare il Papa buono, ma i 5 Stelle stavano pesantemente sul cazzo pure a lui.

Nacque un'amicizia in quella notte di Luglio. Nacque forse qualcosa di più.

Poche ore furono sufficienti per i preparativi e prima dell'alba i due fuggivano insieme su di un'isola semideserta. Trovarono sul posto una piccola comunità di fuoriusciti grillini che, increduli e felici per le ultime gesta della bizzarra coppia, li accolse a braccia aperte.

Vissero tutti felici e contenti per molti anni ancora, grazie ad un conto offshore su cui un devoto funzionario dello IOR aveva deviato buona parte dei proventi dell'8x1000 in cambio di un pacchetto di 5 lezioni di tango argentino impartite dal Papa in persona nella navata principale di Sampietro dopo la chiusura.

Nel frattempo in Italia..

giovedì 13 giugno 2013

Hai prenotato?

E lo so.
Lo so che hai prenotato.
Lo so che quella misera maledetta settimana a metà agosto è l'unica parvenza di ferie che vedrai per quest'anno.
Lo so perché ci sono dentro tanto quanto te: io ho prenotato a Novembre.
Ho prenotato a Novembre dell'anno scorso 10 giorni di mare. Gli unici 10 giorni. Ho dato l'acconto, quindi è fatta.
Non si torna indietro e lo so che l'ansia inizia a montare. L'ansia comincia con un leggero ronzio. Qualche piccolo dubbio. Una lieve tensione nervosa. Poi sbrocchi.

La tua vita non ha più senso. Non telefoni agli amici. Non parli con i tuoi. Il tuo compagno quasi non ti riconosce. Tutto il tuo essere è proteso verso quella piccola, innocente, persistente domanda. Lo devi sapere. Quel dubbio maledetto giorno dopo giorno ha eroso ogni altra sinapsi di quello che solo pochi mesi fa era considerato da molti un cervello ben più che discreto. Ti accorgi che ormai la tua non è più vita e allora sbotti e pervadi il mondo con la tua incontenibile frustrazione. Ti carichi, inspiri, chiudi gli occhi ed ogni tuo muscolo volontario, involontario, e pure qualche obiettore, si contrae nell'emozione del momento.

Esce un sussurro: "Ma a Ferragosto, come farà?"

Il tuo è un sussurro. Ma è proprio in quel momento, la mente appena liberata dal macigno che opprimeva i tuoi sensi: è lì che incominci a percepire una piccola eco. Prima è lontana, poi ecco che tutto attorno nascono altre vocine. Prima sono vocine incerte, come la tua. Poi diventano voci più potenti, sempre di più, la forza nel numero che cresce pian piano.

"Ferragosto.." "Ferragosto.." "Grigliata.." "Crociera a fine Luglio.." "Campeggio a Settembre.."

È palese, è condiviso. È così per tutti: la tua vita, la vita di tutti voi (noi), popolo prenotatore, riacquisterà senso solo nel momento in cui sapremo. Quando settimane, ma perché no, mesi prima della fatidica data, sapremo se Zeus malvagio rovinerà la nostra povera felicità grandinandoci la misera tenda di fulmini crudeli e infide saette.

Ma ecco che un'altra, flebile vocina si fa avanti. È tutta sola. Avanza un po' tremolante a dire il vero. Non si capisce bene da dove venga ma a forza di guardarsi attorno, di cercare sopra e sotto eccola là, in un angolino della nostra coscienza. La vocina è quella di un piccolo grillo parlante. Un grillo parlante che dentro ognuno di noi ci dice che no, che nessuno potrà veramente rispondere alle nostre pressanti domande (e non potranno perché è troppo presto, perché le previsioni del tempo non funzionano così, perché non è cattiveria, è solo senso di responsabilità, perché...).
Il povero grillo parlante come d'abitudine verrà rapidamente, collettivamente martellato al più vicino stipite e zittito all'istante.

E poi arriva Lui.
Lui è un vocione forte e sicuro. Lui è luminoso di speranza, è colorato, è un vocione arricchito da un'aureola di mille sponsor che incorniciano il suo bellissimo volto fatto di tabelle variopinte.
È un vocione fatto di "Previsioni fino a 15 giorni!" ma che dico 15, "Previsioni fino a 30 giorni!"
Previsioni per sempre!

Tu gli vai incontro e lo abbracci. Lo abbracci perché lui abbrevierà la tua ansia.
Se sei fortunato e lui ti dice che sarà bel tempo allora tu sei felice, sei raggiante più del sole stesso che illuminerà il tuo barbecue.
Se lui invece ti dice pioggia allora un velo calerà sul tuo volto ma che importa? Quel che conta è sapere. Quel che conta è che la delusione inizierai a spalmarla da oggi fino al fatidico, bagnato, giorno predestinato. Quel che conta è che così, forse, peserà un po' meno.

E per questo tu gli credi. Per questo tu lo clicchi. Per questo, inconsapevole, tu lo foraggi.
Per questo tu guardi con disprezzo quei piccoli grilli parlanti. Quei tapini che, cocciuti, si ostinano a tentare di convincerti che è tutto soltanto un bellissimo trucco. Che non è conoscenza quella che il vocione ti ha dato. Non è conoscenza ma qualcosa meno di un complicatissimo lancio di una sovvenzionatissima monetina.

Se ancora non mi sono spiegata, provo a raccontarvi una storia.
C'eri una volta tu. Tu avevi trovato una lampada magica (si chiamava LaLampada.it, ma questo poco importa).
Un bel giorno tu sfreghi la lampada e chiedi un unicorno. Non ti serve a nulla. Non te ne fai nulla ma ti hanno detto che si può fare e allora da quel momento non c'è nulla in cielo e in terra che tu desideri di più di un meraviglioso unicorno immacolato per riempire di gioia le tue grigie giornate.
Tu chiedi un unicorno.
Il vocione ti dà l'unicorno.
Lui attacca una candela su un ronzino e, sorridente, ti mostra il tuo bellissimo unicorno.
E tu lo accetti. Lo accetti e ti piace. Ti piace e ti ci affezioni. Ti ci affezioni perché è esattamente quello che volevi.

E qui, povera me, arrivo io. Arrivo io, piccolo grillo parlante che sono appena faticosamente riuscita a scollarmi dallo stipite sudicio di prima. Arrivo io e per cercare di farti capire tiro appena appena e la candela si stacca.
La candela si stacca perché sarebbe bello, ma di unicorni veri in giro proprio non ce n'è. Insomma, arrivo io e davanti ai tuoi occhi inorriditi libero il povero ronzino e ti faccio cadere la candela sui piedi tu la raccogli. Tu la guardi. Tu me la tiri in testa e mi dici "disfattista".

Che poi a voler ben vedere non era neppure un cavallo: era una mucca.
(E a Ferragosto tanto piove)

sabato 18 maggio 2013

Benvenuto a bordo

Il tenente generale Videla fu nominato Comandante in capo dell'esercito dalla presidente Isabelita Perón da lui deposta durante il colpo di stato del '76, anno in cui iniziò a diffondersi in Argentina la famosa locuzione: "E cazzo però!".
Con il golpe ebbe inizio quello che i protagonisti stessi chiamarono "Processo di Riorganizzazione Nazionale": un procedimento di epurazione crudele e dolorosa che storicamente si verifica come conseguenza estrema ad un'insistente richiesta di riordinare la stanza.
L'insediamento della Giunta militare portò alla sospensione delle libertà civili e sindacali, e ad un forte sentimento di emulazione nel cuore di Marchionne.

Accusato tra l'altro di furto di neonati, tolti alle famiglie dei dissidenti per essere affidati a coppie vicine al regime, Videla non fu mai veramente compreso fino al grande successo di "Tata Francesca".
In carcere per due condanne all'ergastolo e una a 50 anni per crimini contro l'umanità, il Generale non avrà purtroppo più modo di utilizzare i bollini accumulati.
Videla fu accusato dell'assassinio e la tortura di oltre 30.000 persone ma lui ne ammise solo 7-8000, per gli altri però ha una storiella molto molto buffa.
Tante delle vittime del regime rimasero "scomparse" senza che mai si riuscisse conoscere la loro sorte: una realtà senza dubbio terribile, seconda solo a quella di buona parte dell'elettorato Pd.

Per tentare di migliorare la propria immagine, nel 1976 Videla fu protagonista di un pranzo con un gruppo di intellettuali argentini in cui alcuni dei presenti manifestarono la loro preoccupazione riguardo agli scrittori detenuti o scomparsi. I soliti egoisti.
La vittoria del campionato mondiale di calcio 1978 fu lo scenario ideale con cui la dittatura tentò di guadagnare l'appoggio popolare. Ora ci si accontenta di uno scudetto.

martedì 7 maggio 2013

Belzefu

Muore il "Divo" Giulio, appena oltre i fatidici 27. Risale ai primi anni di impegno politico il motto che contraddistinse l'operato di Andreotti attraverso la sua lunga vita di abile statista: "Mafia? Quale mafia?"

La notizia è talmente scioccante e ci giunge in un momento di tale difficoltà politica ed economica che i meglio informati sostengono che in realtà Andreotti non sia affatto morto: è molto più probabile che lo siamo tutti noi e lui sia rimasto da solo di là.
Con il passare delle ore in scia a questa prima ipotesi se ne insinuano molte altre: ci sono i fedelissimi che parlano di un avvicendamento al vertice, e altri che giustificano la sua scomparsa con la necessità impellente di ristabilire a Roma il consueto numero di Papi. Altri ancora, freddi burocrati, preferiscono seguire il solco della tradizione e considerare Andreotti semplicemente estinto per avvenuta prescrizione fino a maggio 2013. Tra tante fantasie, una sola certezza: lui sapeva qualcosa che noi non sappiamo.
Un ulteriore spunto di riflessione ce lo fornisce poi il momento della sua morte: dopo più di mezzo secolo di attività politica, di intrighi e compromessi, il governo di Enrico Letta è stato un colpo durissimo persino per lui. (Altri invece sostengono si tratti della logica conclusione di un piano complicatissimo) 
Quel che è certo, è che Andreotti era da tempo gravemente malato e alla fine ha purtroppo dovuto arrendersi, proprio quando che era quasi riuscito a debellarci. A questo si può di certo aggiungere che Andreotti in fondo non era poi così vecchio: eravamo noi che ce lo portavamo proprio male.

Appresa la notizia della morte di Andreotti, alla Camera dei Deputati si è tenuto in suo ricordo un minuto di silenzio. Ma si vedeva che era un'imitazione.

A poche decine di minuti dalla morte del Senatore, la segretaria, da anni al suo fianco, si affrettava a comunicare che non ci sarebbero state né camera ardente, né funerali di Stato. E di sbrigarsi a chiudere quella cazzo di bara.

Il primo a commentare la notizia è il parlamentare del gruppo misto Pino Pisicchio: "Con lui va via un pezzo della storia democratica". È che proprio non sono riusciti a strappargliela dalle mani.
Nel corso del pomeriggio molti altri si sentiranno in dovere di esprimere un'opinione sul senatore defunto. La maggior parte, per sicurezza, sceglierà quella che avrebbe scelto lui.
Di seguito le parole di esponenti di spicco della politica e della società italiana (e di Alemanno).

Cicchitto (PdL): "Con Giulio Andreotti muore una personalità che nel bene e nel male ha espresso lo spirito più profondo della Dc". Satana.

Bonanni (Cisl): “Andreotti ha rappresentato per tanti anni il nostro paese nel mondo". Ma mai bene come oggi.

Centrella (Ugl): "Con Giulio Andreotti scompare un testimone fondamentale della nostra storia". E non vi dico 'sta volta chi è il mandante.

Alemanno (passante insistente): "Grande spessore umano”. Ma le sembra il momento di sfotterlo per la gobba? (Poco dopo, Brunetta (PdL) rincarerà la dose: "Inchinarsi davanti alla sua memoria". Che cattivo gusto.)

Carpite alcune parole dell'onorevole Gasparri (PdL): "Giulio Andreotti è stato un indiscutibile protagonista della vita politica italiana". Ma pare che stesse soltanto ripassando per l'intervista. Sempre lui in seguito dichiarerà: "Ho condiviso con lui l’appartenenza al Senato, la fede calcistica, il quartiere ed anche la parrocchia di San Giovanni dei Fiorentini per la messa domenicale. Ma non sono mai stato un suo sostenitore". Insomma, non sempre lo stalking è la soluzione.

Storace (La Destra) riporta un ricordo personale risalente ai tempi della presidenza della Regione Lazio, ovvero di quando Andreotti apprezzò il contributo della sua amministrazione alla redazione del piano regolatore della città di Betlemme. Pensate che l'ultima volta il Senatore aveva dovuto accontentarsi di una stalla.

Franceschini (hipster, Pd): "Il tempo e la distanza consentono di valutare le persone con la maggior serenità possibile". Ma è sempre meglio controllare che siano pure morte.

D'Alema (Pd*) è stato sentito mormorare tra sé: "Si è trattato di un leader anche molto discusso nei diversi momenti della sua lunga esperienza politica e per la sua concezione del potere. Tuttavia, non si può negare che egli abbia mantenuto aperto il dialogo anche con forze politiche lontane dal suo pensiero e che abbia contribuito a consolidare il ruolo e la presenza internazionale del nostro Paese, concorrendo così in modo determinante a fare la storia dell’Italia repubblicana". Ma pare che stesse semplicemente annotando il proprio necrologio.

Il ministro dell'Interno Angelino Alfano (PdL) ricorda l'uomo politico abile. No, non direi.

Dopo lo sconcerto, dopo il dolore, dopo il rammarico, una sola cosa resta quindi da chiedersi: ma chi deve morire perché dicano che era uno stronzo?

(Comunque non mi sembra poi così male l'approccio del nuovo ministro della sanità)