mercoledì 23 maggio 2012

Cosa posso fare io?*

Il cambiamento climatico in atto è una realtà ormai dimostrata con ragionevole certezza.

Questo il messaggio che da alcuni anni ci viene proposto dalla quasi totalità della comunità scientifica mondiale (sacche di strenua resistenza, va detto, sono tutt'ora riscontrabili sul territorio italiano nelle campagne che circondano il Prof. Antonino Zichichi).
La Terra si riscalda, i ghiacci si sciolgono, i mojito si annacquano.

Quante volte avrete sentito la vecchia del paese (o l'addetta ai luoghi comuni, scala B, nel caso dei lettori di città) sbraitare in un  tripudio di retorica e saliva, con quell'aria di superiorità che solo la totale ignoranza di un argomento riesce a conferire: "Eh, sì. È proprio vero che il clima è cambiato! Quand'ero giovane io d'estate mica faceva così caldo! E d'inverno, sapeste che freddo! E poi c'era la primavera! E l'autunno! E i giovani, allora, erano molto più rispettosi!" (L'ultima affermazione è totalmente scorrelata dal resto del discorso, ma sappiate che non lo è affatto, nella sua testa)

Ora. Le ipotesi per interpretare correttamente l'affermazione di cui sopra sono due:
  1. La simpatica vecchina è in realtà uno spietato robot alieno dotato di termometro di precisione e calze contenitive (non rilevanti per la questione in sé, ma lo aiutano a calarsi nel personaggio).
  2. Come per la maggior parte del suo tempo da vent'anni a questa parte la cara signora sta parlando a vanvera. E il fatto che ci fosse qualcuno, voi, lì ad ascoltarla (oltre ad alcuni vasi di gerani ed alle inseparabili ciabatte pelose) è solo una sfortunata coincidenza.

Vediamo insieme il perché.
La temperatura media del globo è aumentata nell'ultimo secolo e mezzo di 0.7°C (decimale più, decimale meno). Nonnina nostra adorata: saprai anche distinguere un melone buono al mercato fiutandolo da due isolati di distanza (sono a tutt'oggi convinta che questa sia un'enorme macchinazione pianificata della gerontocrazia mondiale atta a far sentire inadeguato e misero ogni essere umano al di sotto dei cinquanta, e conservare così il predominio sul globo) ma di questo, tu, NON PUOI esserti accorta!

Ma lasciamo ora l'anziana alle sue farneticazioni, e torniamo a noi.
È altrettanto utile sapere che tale fenomeno, il cambiamento climatico o "global warming", causato probabilmente dall'azione scriteriata del genere umano nel vano ma comprensibile tentativo di non doversi mai più sentir dire: "Rimettiti subito la dannata maglia di lana!" è lungi dall'essere irreversibile.
Le soluzioni proposte ogni giorno dai più svariati mezzi d'informazione sono, naturalmente, del tutto prive di qualsivoglia valenza scientifica.
(Ridurre le emissioni di gas serra, ma per favore! Maledette lobbies dell'ossigenazione a tutti i costi!)
Ciò non toglie che, nel nostro piccolo, ognuno di noi possa agire ogni giorno in modo concreto nell'auspicio di riuscire, tutti assieme, a salvare questo nostro febbricitante, grasso, asteroide tondeggiante: applicate le poche e semplici regole elencate qui di seguito e vedrete che nel volgere di poche ore sarete finalmente precipitati in una piacevole e rassicurante era glaciale.

Le 5 cose da fare per contrastare il global warming.
  1. Completare il cambio di stagione negli armadi
  2. Tirare finalmente fuori la bicicletta dal garage
  3. Portare in tintoria il piumone
  4. Comprare un bel paio di sandali nuovi
  5. Trapiantare pinatine di pomodori sul balcone

Io nel mio piccolo le ho messe in atto e posso assicurarvi, mentre con una spranga tento amichevolmente di farmi strada nel locale caldaie del condominio per riattivare il riscaldamento, che funzionano alla perfezione!

*Il post era pienamente e scientificamente valido fino a ieri. Oggi, improvvisamente, è Agosto. Maledetto cambiamento climatico! (E maledetti i giovani che non hanno più un briciolo di rispetto!)

mercoledì 16 maggio 2012

Ogni maledetta Domenica

Ma perché diamine deve far brutto sempre e solo nel fine settimana? (1)

Un'autorevole inchiesta sull'ultima moda nel settore delle domande retoriche sembra dare in largo vantaggio sulle sfidanti l'arguta domanda (1).

Dunque. A meno che non mi si incontri in un momento di particolare disprezzo per il genere umano che pare vivere ponendomi (se fate parte della porzione di genere umano che pone domande a se stesso non ho alcun problema con voi. Anzi veramente molta, molta stima) domande di tal fatta, la mia prima risposta sarà, a mio parere, piuttosto esauriente.
"Capita spesso che le perturbazioni abbiano ciclicità paragonabili con la durata della settimana. Questo vuol dire che se piove di Domenica, la probabilità che il fenomeno si ripeta la settimana dopo non è trascurabile. A seconda del tipo di perturbazione, il fenomeno si può protrarre anche per diverse settimane".
Avrete certamente notato come nell'esposizione dei fatti, qualche riga più sopra, io mi sia vista costretta a digitare le parole "prima risposta". E perché mai avrei dovuto farlo? Ecco che piano piano ci avviciniamo al fulcro della questione odierna. Mi sono vista costretta ad inserire quel "prima" in quanto pare, ad una prima e forse sommaria osservazione, che la mia risposta venga ogni (dannata) volta finemente filtrata dal cervello dell'interlocutore, abilmente ridotta a rumore di fondo, scartata senza possibilità di appello e, quel che è peggio, utilizzata come improprio trampolino per un immancabile: "Uffa! Però non è giusto! Ma fino a quando va avanti così? Non è possibile! Insomma, sempre di Domenica! Sembra lo faccia apposta! Eccheppalle! Ma la prossima settimana che fa?" (il tutto con variazioni, credetemi, veramente minime).

Ora. Perché?
Voglio dire: ce l'avete con me o la vena vi si chiude anche in seguito alle risposte del vostro fruttivendolo, macellaio, ortopedico, callifugo, life coach, commercialista (beh, no, qui è comprensibile) di fiducia?

Ad ogni modo, questo non vuol essere null'altro che un breve appunto per mettere in chiaro quel che succederà in futuro. Perciò vado velocemente a concludere esponendo qui di seguito quanto darà risposto al prossimo sventurato che mi apostroferà con il quesito (1). Con voce calma ma ferma risponderò: "Amico mio carissimo. Probabilmente, anzi, quasi certamente è solo e soltanto una incredibile coincidenza. Che io non ti abbia ancora mandato a ******! (ciao mamma)".

mercoledì 9 maggio 2012

Bar Sport

Ecco, lo sapevo, l'ha fatto di nuovo. Ma guarda qua che roba! Giuro che non ci credo. Sempre uguale, stesso schema. Niente fantasia, innovazione, inventiva. O che so, un minimo di prospettiva per lo meno, nulla! Ma guarda lì. Potresti dirlo a occhio che è opera sua, peggio di una firma. Lascia l'asse della saccatura tutto sbilanciato in avanti e poi guardalo lì il risultato. Alla prima spinta da dietro si strozza e si blocca tutto. No ma dico, l'hai visto? L'asse inclinato Nord-Est/Sud-Ovest, tutto storto. E poi è chiaro, guardalo lì il risultato. Se lo inclini così poi è ovvio che il minimo in quota si isola e rimane là per giorni: non te lo togli più! Voglio dire, ma su andiamo! Ma lo vedo solo io quanto è prevedibile l'evoluzione di uno schema come questo? Lo capisce anche un bambino che una saccatura che ti arriva dalle Isole Britanniche e si è già fatta mezza Europa solo questa settimana non me la puoi lasciare in campo così. Lo sai che va a finire che te la bloccano da est e da lì non la smuovi più. Arriva, se arriva, e si ritrova con il blocco già ben schierato sui Balcani e allora mi dici cosa può fare? Devo sperare nell'Anticiclone delle Azzorre? Ma per favore! A parte che siamo ancora in primavera e si sa, l'atlantico gioca tutto un altro campionato, e quello prima dell'estate non l'ha ancora finita la preparazione. Poi sono anni che di là arrivano spompati: gruppo vecchio, sempre uguale, adagiati sulle glorie passate. Ma c'è da capirli eh, mica è colpa loro: è che non hanno più stimoli. Nella zona loro sono di gran lunga i più forti, gli altri li superano senza nemmeno faticare più di tanto. E quando attorno non hai competizione è dura tenersi in forma. Mica come da noi, che lo sanno tutti che il nostro è il meteo più bello del mondo! Comunque dicevo: con l'asse tutto piegato, lì, ti isolano il minimo in quota come niente, guardalo lì, a 500 hPa, chiaro come il sole! E a quel punto la partita è già scritta. La via è una sola: aria umida dal Golfo Ligure su per gli Appennini e sulla costa il disastro è fatto; poi l'aria che passa (e ne passa, te lo dico io) arriva in Piemonte e si trova il blocco delle Alpi. Ah, le Alpi! Quello sì che è un bel gruppo. Sempre ben schierato, fermo. Non cede di un passo, aspetta chiunque si faccia avanti senza farsi spaventare. Puoi mandare addosso alle Alpi vento dalla pianura da Est, dal mare a Sud, pure variabile con la quota. Loro sono lì, schierate, pronte a riceverlo. È quel modo di porsi un po' all'antica, sembra di vederlo da secoli, no? Un po' statico forse, però alla fine dei conti è pur sempre una certezza. E poi dai, ancora punti sul promontorio di alta pressione Africana? Si vedeva da qui che avrebbe ceduto in un attimo! Anche lui era una settimana che spingeva e spingeva ininterrottamente fin su da noi. Dopo una prestazione così non puoi più farci affidamento. Stress, correnti che non tengono più, si chiude un po' da dietro e qui da noi, davanti, lo vedi solo se per caso è quell'altro che cede di schianto. E poi, anche se fosse, una volta lì lo vedi che non sa cosa fare. Non ha più spinta, dissipa energia, gira su se stesso, e come niente si fa sollevare dalla prima aria fredda del nuovo fronte che arriva, bello fresco e in piena evoluzione. E a quel punto è tardi. Già, è tardi per correre ai ripari. La convezione quando si innesca non c'è più verso di bloccarla. Sai quando comincia, e poi puoi solo sperare che il suolo si raffreddi abbastanza in fretta da tagliarle le gambe e salvare il salvabile. Ma cos'è che dicevo? Ah, sì. Lo vedi che l'anticiclone non ce la fa più. E allora tu se sei furbo che fai? Metti l'asse come dico io! Lo metti per bene Nord-Sud. Con l'anticiclone ridotto così sei tranquillo, no? Ti puoi anche scoprire un po' sui Balcani, tanto dai, lo vedi che non ce la fa più a farti su un bel blocco. Allora tu hai la tua bella saccatura che arriva dalla Francia, ti entra sul Piemonte pulita, non si spezza. Ti becchi la tua pioggia uno, massimo due giorni, ché quello non lo puoi mica evitare. Lo vedi che hai a che fare con una perturbazione bella forte, soprattutto all'inizio dell'evento. Tutto sta nel riuscire ad incassare come si deve al principio ed essere pronti a scattare appena quella molla un po'. Ecco, se tu fai così, la struttura resta compatta, le linee belle strette, e il minimo non si isola! Non si blocca sulla Liguria, che poi si forma anche al suolo e ti fa l'alluvione come a inizio stagione. No, la tua saccatura tu la fai passare avanti veloce, dico, due giorni di pioggia, tre al massimo e poi ti gira a phoen. Meglio il vento dell'acqua, no? Il vento alzerà anche un po' di polvere ma di sicuro non ti va a riempire i bacini, non ti va a fare la piena! E poi è fatta! La saccatura passa via veloce, il vento ti spazza per bene le ultime nubi e la terza notte tu puoi startene lì a goderti il tuo bel risultato. Ti rilassi, hai portato a casa la tua bella prestazione, ti puoi mettere col tuo bel naso per aria a goderti il cielo stellato. Che poi in quelle notti così, dopo il vento, il cielo è così limpido che le stelle ti sembra quasi di poterle contare! (Vabbé, juventini a parte.)

mercoledì 2 maggio 2012

Quando è troppo

Sembra che l'abbia fatto apposta a rimettersi a far freddo proprio ora che hanno spento i termosifoni!

E a me piace pensare che l'abbia fatto apposta per davvero. Così, per dispetto. Ma forse è solo una cosa mia che sono un po' ipersensibile a 'ste meravigliose frasi qua.

Ad ogni modo sì: mi arrendo, avete vinto, maledetti pendolari della metro!

Ecco, sì, lo sto per dire. Ora vado eh. Un bel respiro e via: come un cerotto. Sì sì, ora mi sfogo pure io. Basta sfottere l'amabile massaia che dopo averti fissata con odio perché lasciandole il posto hai forse osato insinuare dentro di te che fosse irrimediabilmente vecchia (mentre invece il tuo piccolo e inutile cervello aveva formulato l'ipotesi che potesse semplicemente farle piacere sedersi e posare le immense borse della spesa che trasporta, o da cui è trasportata, difficile dirlo) snocciola insperate perle di banalità sul tram. È il momento. Ora lo scrivo qui, nero su bianco. Non ce la faccio più a tenermelo dentro. È ora, dannazione. Tanto mi sa che un po' si era capito ultimamente. (Forse una luce diversa negli occhi, un mezzo sorriso un po' più accondiscendente che sarcastico all'ennesima frase fatta.) Inutile continuare a nascondersi. In fondo che ci sarà di male? È solo una frase. Che mi costa? Io la scrivo, poi vediamo che effetto fa. E poi ormai lo pensano veramente tutti. Ma tutti tutti, eh? Pure in ufficio: oggi l'ho sentito da una collega. E se l'ha detto lei che è a tempo indeterminato, non vedo perché io no.

Insomma basta! Vado! Ecco.. Vado..

No, scusate, ma no. Niente. Non posso. Anzi, colpa vostra, che avete provato a distrarmi! Ma non ci riuscirete mai! 
Non vi dirò mai che di 'sta stramaledetta pioggia non se ne può veramente più, ma dove diavolo è finita la primavera, quella come me la ricordavo io, quella di quando ero piccola, quella che a Maggio ero già al mare con i nonni e faceva fottutamente caldo, quella che ti accorgi che si va verso il bello, che Maggio sarà pure primavera ma dai, non raccontiamoci balle, Maggio è già estate.

No. Mi spiace deludervi, ma non lo dirò.

P.S. (per addetti ai lavori): L'anticiclone è mio e me lo gestisco io!

martedì 24 aprile 2012

Boom

Il temporale non te lo aspetti.
Cioè: a volte te lo aspetti per talmente tanto tempo che poi quando arriva stai già pensando ad altro e come un'imbecille, al primo tuono rovesci il caffè.
Poi invece ci sono i giorni in cui c'è proprio la luce da temporale. Quella luce che passerei ore a studiarla per cercare di associarla a qualcosa, ma non dura mai abbastanza da farsi inquadrare per bene. È la luce che si capisce che tra poco piove. Ma tanto. E forte.
La luce da temporale comincia quando le nubi sono già molte. E grosse. E prima o poi una va a finire davanti al sole. E da lì in avanti sarà un continuo di luce e ombra, luce e ombra. Con la luce sempre più filosa che si fa spazio tra i cumuli, e l'ombra ogni volta un po' più scura.
A volte, se attorno è sereno di nubi e palazzi, lo vedi che si avvicina. Lo vedi nascere e crescere in fretta, impaziente di scrollarsi di dosso il peso di tutta quell'acqua che per qualche motivo si porta appresso.
Ancora più bello poi è quando ti accorgi dell'arrivo di un temporale perché lo senti respirare. Sì, il temporale è vivo e in quanto vivo, respira. Inspira quando cresce e si gonfia. Poi butta fuori assieme tutto vento, foglie, pioggia, grandine.
Ormai è lì. Non si può più far finta di no. Lo conferma ora lo squarcio del lampo e il fragore del primo tuono. Troppo vicini tra loro per lasciarti il dubbio di avere ancora tempo.
Poi, dopo tanto annuncio non ti delude: alla fine maestoso il temporale arriva.
Ed è proprio allora che ti rivolgi cortesemente a colui che da lassù tutto governa e gli domandi perché proprio questa mattina ti sei scordata a casa l'ombrello.

martedì 17 aprile 2012

On demand

Ecco! Piove di nuovo.
Beh, dai. Almeno oggi non fa tanto freddo.
Ah, guarda. Molto meglio il freddo per me: la pioggia è così scomoda!
No, ma che dici? E poi le cose pesanti le ho messe via ormai.
Ma vestiti a strati!
Ma comprati un ombrello!








Allora guardi, oggi mi fa un bel sole pieno di mattina presto. Sa cosa intendo: una bella luce rosata così ci si sveglia di buon umore e quando suona la sveglia si soffre un po' di meno. Anzi, sa cosa le dico? Ma perché non la anticipiamo un po' questa benedetta alba? Non tanto, eh? una ventina di minuti, quel che basta a vederci bene in bagno davanti allo specchio. Ecco benissimo. Poi mi continua così fin verso le 8:30, fino all'ufficio insomma.
Poi veda lei come preferisce. Anzi, no! No, mi faccia piovigginare un po'. Mi faccia piovigginare fin verso l'ora di pranzo con un po' di quel bel grigio: quello triste triste che usate d'autunno. Sa, così non mi pesa stare lì bloccato alla scrivania.
Poi verso le due mi fa uscire di nuovo il sole. Me lo fa bello caldo, che mi asciughi per bene tutte le pozzanghere. Sa, le scarpe nuove, sarebbe un peccato, non le pare?
Dunque, io poi esco dall'ufficio alle 16:30. Lì magari mi toglie un po' di caldo, ma il sole me lo lascia, eh. Mi lascia bello alto il sole per un'oretta, ché me ne torno a casa a piedi e faccio un po' di movimento: sa, mia moglie insiste sempre perché vada in palestra, ma io mica ce l'ho tutta questa voglia. Anzi, guardi, facciamo così: lei mi tiene su il sole fin verso le 19, meglio 19:15. Io me ne torno a casa, prendo le scarpe da ginnastica e mi faccio una corsetta così accontentiamo pure la moglie. Bell'idea, no? Mi raccomando però, niente afa, eh? Mi fa un bel freschetto e poi ecco, magari un filo d'aria, ma veda lei che se ne intende di sicuro più di me!
E poi bom, io rientro a casa, quindi da lì faccia pure lei come preferisce: finisca come le è più comodo e non si preoccupi!

Bene, allora la ringrazio ancora eh. La saluto tanto!
 ... Ma... Pronto??
... Pronto? ...
Ma tu guarda che insolenza! Ma pensa un po', cara, hanno riattaccato!
È incredibile quanto siano diventati indisponenti questi del servizio meteo!

venerdì 6 aprile 2012

Cielo pasquale

Le previsioni del tempo tendono a diventare sempre più precise col passare tempo. 
(Da cui proprio per questo prendono il nome.)

Eccoci finalmente, come promesso, a parlare di 'ste benedette previsioni per Pasqua.
I modelli e l'aperitivo forse un po' fuori orario mostrano quanto segue.

La giornata trascorrerà all'insegna della variabilità spazio temporale per i capricorno: un momento sei morto e sepolto in una grotta, il momento dopo te ne vai in giro a far prendere un colpo agli amici più cari.

Nubi alte in transito durante la mattinata per le vezzose leoncine; residue velature in tulle nel pomeriggio per la terza decade: sarete delle spose bellissime, oppure dei più che gradevoli cadaveri.

Solito cielo sereno per la vergine e tanta, tanta noia.

Pressione in deciso aumento per i nati bilancia: imparate una volta per tutte a non farvi mettere i piedi in testa!

Cancro e scorpione: segni d'acqua. Si troveranno bene.

Tasso di umidità in drastico calo invece per gli acquario: si consiglia un intervento ricostruttivo con abbondante silicone.

Non sono da escludersi rovesci improvvisi nelle ore più calde per gemelli, pesci e per i pesci gemelli (vale la data di acquisto).
(E comunque, bambini, non è vero che da lì si arriva felici al mare: i poveri corpi esanimi in transito saranno straziati e di loro non resterà neppure il ricordo. Ma prendetevela con i vostri genitori che hanno voluto imboccare la Torino-Savona.)

Residui rovesci notturni potrebbero verificarsi per i sagittario a causa del protrarsi di uno stato di eccessiva ebbrezza e/o recente abbandono del pannolone.

Si sconsiglia il mare per i nati tra marzo e aprile. Ritrovata una testa di ariete sulla spiaggia. Salute: così così. (autocit.)

Toro: il tempo (l'altro) vi ha senza dubbio resi molto duri. Tuttavia non dovete crucciarvi, gli amici saranno sempre lì ad accogliervi: al limite sarete un ottimo trito per gli hamburger di Pasquetta.

Pioggia per i segni d'acqua, vento per i segni d'aria, estrema cautela alle grigliate per i segni di fuoco. Segni di terra: calma piatta, ma attenti alle scosse.

Ma è anche abbastanza scontato che Dio non sopporti la Pasqua. Dopo 33 anni di estenuante mantenimento pensava di essersi liberato di quell'ingrato di un hippie e questo che fa? Si presenta alla sua destra morto da tre giorni e per giunta preceduto da quel terribile odore di ἰχθύς.

E poi Lui voleva l'uovo, non la dannata colomba.