mercoledì 3 aprile 2013

Spammami

Ieri ho aperto la casella di posta elettronica con una curiosità diversa. Una curiosità lontana dalla quotidianità del controllo veloce e apparentemente disinteressato. Del "chissà se qualcuno mi ha piacciato il capolavoro della letteratura postmoderna che ho condiviso su Facebook 52 secondi fa. No? Vivo in un mondo di stronzi"*.
Cerco una mail di qualche giorno fa. Scomparsa. Nessuna traccia. Scavo freneticamente tra cartelle create per semplificare la ricerca perdendo il quadruplo del tempo che avrei impiegato se la cartella fosse stata una sola.
Guardo nel cestino. Nulla.
Ultimo scrupolo: controllo che per una qualche complessa alchimia la mail non abbia deciso di nascondersi nello spam**.
Ovviamente la mail non c'è: non capita spesso di ricevere messaggi effettivamente rilevanti ma quando questo dovesse succedere, siatene pur certi, il vostro subconscio troverebbe una scorciatoia oscura, sconosciuta al vostro io cosciente e con un semplice click li cancellerebbe per sempre al mondo. Neppure la polizia postale sarebbe mai più in grado di recuperarli***.
La mia mail è scomparsa ma la cartella non è vuota. C'è un messaggio. Tutto solo. La cosa mi incuriosisce. Una parte del titolo è leggibile in mezzo ad una sfilza di asterischi e dieresi. Intravvedo: "ccisi da Ratz" e "lla Chiesa fanno finta di nul".
Rileggo con più attenzione. Ho visto bene. Dev'essere così. Finalmente è successo. È arrivata anche a me. È "l'email complottista"****.
La apro. La divorerei tutta d'un fiato ma non posso. Perdo mezzo pomeriggio a sostituire scarabocchi con lettere accentate, ad aggiungere e togliere gli spazi buttati lì un po' a caso. A separare i paragrafi. Ad individuare i virgolettati.
Poi la leggo.

E niente, della mia mail non c'era traccia e quindi ho chiuso tutto e mi sono rimessa a fare quel che stavo facendo*****.

                                                            ---

*Attenzione: non ho detto "di ignoranti". Io lo so bene che voi, che TU l'hai capito che la mia è una trovata geniale, è una stoccata inarrivabile, è letteratura sintetica e superba. L'hai capito e per questo ostacoli il mio successo. E lo stai facendo attraverso l'ostentata e sfrontata noncuranza che mi stai riservando da quasi un minuto a questa parte. Stronzo.

**Ho saputo che alcune mail, in certe condizioni di saturazione di banda e umidità relativa, compiono un salto quantico in cerca della libertà. Salto che però le porta purtroppo inesorabilmente, contrappasso cibernetico, ad una lenta e forzosa agonia in compagnia di pillole blu e peni stiracchiati. Proprio là, nella cartella dello spam.

***Tale processo è assolutamente irriproducibile da parte di una mente consapevole. Le cronologie che voi credete cancellate e che invece traboccano di siti porno ne sono una più che soddisfacente riprova

****L'email complottista è bella. L'email complottista è rassicurante. L'email complottista ti comunica che c'è chi sta un pochino peggio di te. E te lo comunica con tutto il garbo di cui può essere capace la squillante voce di un pazzo esaltato.

*****(Leggete qui di seguito facendo moltissimo finta di nulla) E niente, comincia che sembra quasi un grillino: classico microchip e controllo delle menti. Ma dopo viene fuori che Hitler ha invaso la Polonia invocando il demonio, ma poi stava diventando fortissimo e imbattibile. Fortuna che ad un certo punto è stato distrutto perché se n'è accorto Padre Pio. (Non l'ho ancora finita. Se sopravvivo vi scrivo che dice dopo)

giovedì 7 marzo 2013

Futuri laterali

8 Marzo 2013, festa della donna
I ristoranti sono effettivamente tutti pieni.

9 Marzo 2013
Napolitano a borse chiuse convoca Bersani, Alfano e Grillo per discutere con loro la formazione del nuovo governo. L'assemblea si protrae più a lungo del previsto a causa di problemi tecnici che bloccano l'interfono del vetro antiproiettile.

10 Marzo 2013
Dopo una notte di estenuanti trattative la decisione ricade sul giovane Renzi. Sarà lui a portare le pizze.

15 Marzo 2013 (ore 8:00)
 Il conclave ha inizio.

15 Marzo 2013 (ore 8:05)
Il conclave è rinviato: gli eletti del M5S avevano prenotato la gita ai Musei Vaticani e, entrati nella Cappella Sistina, continuano a fare "Sshhhhh" ai cardinali.

15 Marzo 2013 (ore 12:30)
Finita la gita, riprende il conclave. Prima fumata nera: barbecue.

15 Marzo 2013 (ore 17:00)
Seconda fumata nera. Così, per far vedere che lavorano.

16 Marzo 2013
Il conclave viene nuovamente interrotto: Ratzinger irrompe nella Cappella Sistina sostenendo di essere lo Spirito Santo.

17 Marzo 2013
Dopo breve conciliabolo, Ratzinger è rieletto all'unanimità con la seguente motivazione: questa cosa della schizofrenia potrebbe risollevare non poco l'audience dei fedeli.

31 Marzo 2013 Pasqua
Ratzinger definitivamente cacciato dopo essere apparso in Piazza San Pietro vestito da Batman.

1 Aprile 2013
Bersani Presidente del Consiglio.

1 Aprile 2013 (sera)
Era uno scherzo.

2 Aprile 2013
Ennesimo tentativo di conclave. Fumata bianca. La decisione è presa: "Papa chi non dice culo. Culo!". Eletto uno sbigottito cardinale cinese che aspettava la traduzione (a causa di un piccolo fraintendimento a partire dalla sua elezione l'eucarestia sarà distribuita a suon di schiaffoni: il colpo di Cristo).

17 Aprile 2013
Patti Smith è il nuovo presidente del consiglio. Sarebbe il primo premier donna, non fosse che è Patti Smith. E che è in realtà Casaleggio con la tinta.

Maggio 2013
Il nuovo capo dello stato è Berlusconi. Paolo Berlusconi. La sua prima dichiarazione: "Chi è che ce l'ha ora l'immunità, stronzo?"

Gennaio 2015
Berlusconi assolto in tutti i processi per estrazione a sorte (legge Gelmini-Bondi sul processo al Bingo).

31 Dicembre 2015
L'Italia esce dall'Euro e spegne la luce. Era rimasta l'ultima.

Febbraio 2016
Dopo un lungo periodo di sconfitte, Bersani conquista finalmente la maggioranza alla Camera e al Senato. Fallisce però il televoto e si torna alle urne.

Marzo 2016
Campagna elettorale flash, trionfa il Movimento 5 Stelle Lusso (corrente di cui facevano parte quelli che poi non si sono tagliati lo stipendio) e governa serenamente per oltre 50 anni grazie ad una lunga e fortunata serie di offerte Groupon.

Luglio 2016
L'Italia restituisce agli USA tutti gli F-35 e opta per il programma russo "pioggia di meteoriti". 

Settembre 2020
Berlusconi a Porta a Porta presenta i suoi ospiti.

2021
Nuova eruzione del vulcano islandese ricopre di cenere scura ogni cosa, animale o persona. I leghisti rubano una navetta e fuggono lontano dall'orbita terrestre credendosi improvvisamente circondati da miliardi di negri.

2025
L'umanità è vicina al collasso a causa di sovrappopolazione ed eccessivo consumo di risorse. Si salva in corner grazie ad una serie di fortunate epidemie.

2030
Unico italiano sopravvissuto alla terribile pestilenza, Bersani si candida e pareggia.

2050
Asteroide in rotta di collisione con la Terra. Ma alla fine pure lui ci schifa.

2100
Esseri venuti dallo spazio sbarcano sulla Terra e ci invadono. Sono rozzi, sboccati e di un'ignoranza abissale. Devastano quel che resta del pianeta e rifondano la Lega Nord.

2150
L'umanità lentamente sconfigge il dominatore astro-leghista riscoprendo una potentissima arma del passato: la scrittura.

2170
Un pronipote di Bersani si candida per l'elezione a Presidente del nuovo governo mondiale e stravince.

2171
Con un leggero anticipo sui calcoli, il Sole ingloba la Terra.

giovedì 24 gennaio 2013

Il caos delle riforme

“La riforma della scuola ha fallito”.

Quante volte l'avete sentito dire? Probabilmente in almeno un'occasione siete stati proprio voi a dirlo. O chissà, magari siete anche scesi in piazza tra la folla per urlarlo al mondo intero (piccoli sporchi comunistelli che non siete altro).
Bene. Bravi. Nessun problema. È come la varicella: ci siamo passati tutti.
Ora però, tristi e stanchi dopo l'ennesima inevitabile sconfitta, raccogliamo le ultime misere forze e chiediamoci: a cosa è servito lottare?
A sfogarci dopo una sessione di esami da dimenticare? Certamente sì.
A migliorare di una virgola il sacro mondo dell'istruzione? Certamente no.

Risulta ormai evidente a chiunque abbia un minimo di sale in zucca come riformare la scuola sia (e sia sempre stato) in buona approssimazione semplicemente impossibile. Il "riformone" è oggi archiviabile allo stesso modo della settimana di autogestione del liceo: non cambia nulla, e alla fine non si sa mai chi debba pagare per i cessi rotti.

Vediamo perché.
“La scuola” è un concetto generico, evanescente, contiene troppe variabili. Riformare la scuola è come cercare di rimettere dei vermi in una scatola di vermi dopo che i suddetti vermi l'hanno già scivolosamente abbandonata in massa (Prima legge di Zymurgy sulla dinamica dei sistemi in evoluzione). L'unica via a questo punto, come insegna il vecchio Murphy, sarebbe quella di creare in qualche modo una scuola un po' più grande della precedente dentro cui rinchiudere la scuola riformanda. Ma tutto ciò non farebbe altro che creare una nuova scuola altrettanto imperfetta e solo, per l'appunto, un po' più grande. Riformare la scuola, anno dopo anno, non fa dunque altro che rendere il nostro uno strisciante problema ricorsivo.
Detto ciò, non è certo il caso di arrendersi.

Tutto quello che deve fare il volenteroso legislatore è risalire la corrente: la riforma va fatta a monte.

Come insegna meteorologia (laddove i pochi soldi ancora permettono di insegnarla, naturalmente), una piccola perturbazione dello stato iniziale di un sistema caotico porterà con buona probabilità lo stesso ad evolvere in modo sensibilmente diverso da come avrebbe fatto altrimenti. Ora, quale sistema nell'universo conosciuto può a buon diritto essere definito "caotico" più di quello che racchiude la colorata e festante galassia della scuola? Forse nessuno.

Il modo certo di ottenere il massimo risultato con una spesa minima e nessuno spreco di preziose risorse umane ed economiche non potrà dunque non tenere conto di tale preziosa assonanza: basterà una leggina, un minuscolo cambiamento, un'inezia, un irrisorio Davide al cospetto il gigantesco Golia dell'educazione e la rivoluzione sarà irrevocabilmente innescata.
In linea con quanto esposto fin qui, la mia proposta di riforma ultima e definitiva è la seguente: “Trascorsi giorni 15 (quindici) dall'avvenuta pubblicazione in gazzetta ufficiale del presente comma, il numero 8 (otto) non farà più parte dell'insieme dei numeri naturali”.
E poi si vede come va.

Grazie a Greg per il prezioso spunto.

giovedì 20 dicembre 2012

Last forecast

Situazione ed evoluzione:
L'area di alta pressione che ha garantito tempo stabile ed asciutto nei giorni scorsi cede nella giornata di venerdì a causa del repentino dissolversi dell'atmosfera terrestre. Un'estesa instabilità in arrivo dall'America centrale interesserà nelle prossime ore i cinque continenti; si tratta di un transito molto rapido, a causa della probabile scomparsa di questi ultimi.
Non è prevista alcuna evoluzione.

Giovedì, 20 dicembre 2012 - pomeriggio

Nuvolosità: cielo molto nuvoloso dalle ore centrali della giornata.
Precipitazioni: di intensità debole o localmente moderata in estensione alle pianure. Quota neve in calo attorno ai 300m.
Zero termico: in generale calo fino a 800-900 m sulle pianure, intorno ai 1500 m sui rilievi.
Venti: generalmente deboli, da ovest sui rilievi, prevalentemente orientali in pianura.

Venerdì, 21 dicembre 2012
Nuvolosità: cielo generalmente molto nuvoloso. Foschie fitte e persistenti con banchi di nebbia sulle zone di pianura. Dal tardo pomeriggio la scarsa visibilità potrebbe essere causata dall'effettiva assenza del paesaggio circostante.
Precipitazioni: deboli piovaschi in mattinata, in progressiva intensificazione nelle ore centrali della giornata. Dal pomeriggio rovesci forti o molto forti con possibile grandine, meteoriti e grosse rane in prossimità dei principali centri urbani. In estensione ed ulteriore intensificazione in serata.
Zero termico: altalenante tra il suolo ed il top dell'atmosfera.
Venti: deboli di direzione variabile nelle prime ore della giornata. In intensificazione dal pomeriggio con raffiche anche molto forti in prossimità dei rovesci più intensi. Dalla tarda serata le correnti ruoteranno decisamente da ovest a causa dell'arresto della rotazione terrestre. I forti venti (1600 km/h circa) in ogni caso si attenueranno rapidamente durante la notte a causa della già citata dissoluzione atmosferica.   
Altri fenomeni: si segnala che la guida potrebbe risultare difficoltosa a causa dell'asfalto reso viscido dalle piogge di batraci. Si raccomanda dunque prudenza negli spostamenti. Se non indispensabili, si sconsigliano inoltre i viaggi lunghi per probabile concomitante sparizione della meta prescelta.

Sabato, 22 dicembre 2012

Chiuso.

giovedì 29 novembre 2012

(OT) Sensazioni siriane


A me il gusto di banane e latte mischiati assieme fa schifo. Tanto schifo che non ho nemmeno bisogno di assaggiarlo. Non fa per me. Lo lascio a voi. Ed è questo il motivo per cui oggi non posso considerare Abu Shaker soltanto il venditore di frullati più famoso di Damasco. Abu Shaker per me è e sarà per sempre quel maledetto sciamano che prende una banana, la mette nel bicchiere del frullatore, ci versa dentro la panna del latte, frulla, mi porge il bicchiere, e io bevo. Bevo, e quelle banane e quel latte mischiati assieme, voi non ci crederete, mi piacciono da impazzire.
Ecco, la Siria dell'estate del 2010 aveva quel gusto lì. Aveva il gusto inopinatamente buono di banane e latte. Aveva il gusto di cose mischiate assieme con tale maestria che quando le provavi sembravano nate così, colte di fresco da un assurdo albero di frullati perfetti.

I rumori del giorno a Damasco sono tanti, decisamente troppi per poterli isolare, registrare e conservare da una parte. È passato un po' di tempo ormai e due cose mi ricordo: il caos, e "quell'altro rumore". "Quell'altro rumore" s'è aggrappato, è sopravvissuto alle pieghe disordinate della mia memoria. Me lo ricordo perché estraneo alla scena. Laterale. Lo rammento per la sua strenua volontà di non amalgamarsi.
Le voci della medina coprivano ogni cosa, come una specie di pesante doppio fondo. Il modo in cui opprimevano la folla le rendeva qualcosa di profondamente diverso da un suono. Erano piuttosto una nuova soglia di silenzio. E oltre quel silenzio, io l'ho percepito. Ho sentito quel nuovo ed unico suono. Via le voci, via lo scalpiccio. "Clang! Clang!" Poi nulla. E ancora: "Clang!" Metallo. Metallo contro il selciato. "Clang!" Metallo, no: lamiera. Lamiera calpestata che batte sul lastrico. Svoltai l'angolo e il mistero si sciolse. Quello che sovrastava tutti gli altri era il suono dello sgomento e della protesta. Il suono di quella protesta che fa rumore ma non fa del male. Era il suono di una bandiera bianca e azzurra: due strisce ed una Stella di David dipinte su quella lamiera gettata in strada. Era il suono di piedi che con fermezza e dignità, calpestandola, si ribellavano al raid israeliano che poche ore prima aveva calpestato le vite di uomini, donne e bambini della striscia di Gaza. Qualunque parola di rabbia e sconforto sarebbe stata sovrastata, zittita, rubata, fraintesa e inghiottita dal rumore bianco della medina. Le ragioni di quei piedi, invece, restano scolpite per sempre nelle mie orecchie. Erano i piedi dei siriani nell'estate del 2010.

Il suq di Damasco è un labirinto da esplorare col naso all'insù.
Passeggiavo e intorno a me gli odori si sprecavano. Il profumo dalle merci era la vetrina, l'insegna di ogni bottega. Spezie, sapone, profumi. Niente cibo in quei giorni nel suq di Damasco. Era Ramadan: tra le bancarelle non si sarebbe mangiato o bevuto nulla fino al tramonto.
Passeggiavo, lo stomaco brontolava all'avvicinarsi dell'ora preposta a riempirlo. Il naso teso nello sforzo di cogliere un possibile sollievo per la fame che montava. Venne il momento in cui le narici, decise, presero il sopravvento. Un breve conciliabolo con occhi e piedi, ed un rapido golpe sensoriale fu felicemente concluso.
Il naso decise d'impeto di trasportarmi altrove, fuori dal gran mercato. Di portarmi lontana da quei profumi privi della sostanza di cui avevo bisogno. I piedi seguirono fiduciosi il nuovo leader acclamato da folle di cellule festanti. Ed eccolo, finalmente, a riempire l'aria come fosse stato lì da sempre. Quel profumo di carne arrosto, di salse e di pane caldo. Ero nel quartiere cristiano.
Perché se non lo sapete ve lo dico io che a Damasco allora c'erano tutti. Ognuno viveva e pregava e ritornava a vivere secondo le scelte dei propri antenati. Luci al neon divinamente kitsch distinguevano i culti. Blu le chiese, verdi le moschee, rossi i templi ebraici.
Svoltai l'ultimo angolo ed il potente profumo acquistò forma e sostanza nella bottega di shawerma che mi si spalancava davanti. Lo shawerma: un miracolo sugoso pronto per essere addentato da chiunque ne avesse avuto voglia. Perché il Ramadan, là, non era un'imposizione: era soltanto una scelta libera e coraggiosa, nella torrida estate del 2010 a Damasco.

I siriani sono cocciuti. Nel loro modo di fare c'è qualcosa di invitante ma perentorio.
Il popolo siriano è forte e risoluto. Il popolo siriano somiglia alle mani di Mohammed. Somiglia a quelle mani che mi sollevano di peso oltre il buco vuoto del gradino franato lungo una scala a chiocciola vecchia di millenni. Sono un appiglio nell'arrampicata. La stretta delle sue mani attorno alla vita è la sicurezza che per qualche attimo deve sostituirsi alla consueta certezza che era e sarebbe stata ancora il contatto della pietra sotto alle suole.
Eravamo nel Tempio di Baal a Palmira. Mohammed, 27 anni e faccia sincera, ne era il custode. Prima di lui lo era stato suo padre e ancora prima suo nonno. La sua famiglia aveva badato a quelle pietre per oltre un secolo e mezzo e le pietre resistendo al vento e al deserto li ringraziavano. Era tardi, era buio. Dopo una lunga chiacchierata in un inglese un po' stentato e un po' inventato, Mohammed decise che dovevo assolutamente salire sul tempio con lui. Entrammo da un ingresso secondario in quella che doveva essere stata la sala principale. Davanti a noi un muro: sembrava non esistere alcun percorso. Nessuna fenditura, a meno di non sapere dove cercarla. Ma lui sapeva, e assieme varcammo la soglia. Dietro, la scala. Gradini enormi. Vecchi. Alcuni avevano ceduto. Con le mani di Mohammed strette attorno ai fianchi, e le mie che cercavano appigli nel calcare ruvido, un balzo dopo l'altro raggiunsi la cima. Mi inginocchiai per affacciarmi al balcone che sovrastava il vuoto della grande sala. Il tetto era un ricordo dei secoli passati. Sentivo il tempio sotto di me. Davanti la strada romana. Mi strinsi più forte al parapetto e con esso a tutta la storia a cui era sopravvissuto quel paese, scolpita nella pietra e nelle mani forti dell'ultimo custode del Tempio. Dall'inizio dei
secoli, e fino all'estate del 2010.

Ho visto molte cose nel mio viaggio in Siria. Ho visto Damasco: la Grande Moschea, quartieri vecchi e nuovi, il piacevole miscuglio di persone diverse ma ben amalgamate a spasso per le strade. Ho visto Hama: le imponenti norie in continuo lento movimento e il placido fiume che ancora le unisce. Ho visto Aleppo: ho visto la cittadella e poi Aleppo dalla cittadella. Ho visto Palmira: le sue rovine accanto ai colori di una cena beduina. Ho visto ovunque il volo dei colombi ammaestrati; li ho visti alzarsi in volo tutti assieme in un moto solo all'apparenza casuale al comando di una bacchetta capace, mossa nel vento; li ho visti volare e, assieme, planare. Pacifici. Ho visto i cavalli, le mucche e le galline pascolare assieme tra le pietre sotto l'occhio vigile e meticoloso di un esperto pastore dai denti da latte.
Sulla strada che collega Damasco ad Aleppo, ho visto le Città Morte. Ho visto mura, case, strade e stanze. Le ho viste vuote, abbandonate all'improvviso secoli fa. Il motivo ed il momento esatto della fuga di un popolo ancora oggi resta oscuro: nessun telegiornale mostrò quelle disgrazie, allora. I telegiornali la mostrano oggi, la Siria in fuga, poco dopo quell'estate del 2010.
Questo ci permetterà di stabilire il "quando" delle Città Morte di domani. Resterà forse da capire il perché.

mercoledì 28 novembre 2012

(OT) Dialogo sui massimi sistemi elettorali


Votatemi.

Votarti?

Ho detto VOTATEMI!

E perché mai? Chi sei? Chi ti conosce?

Votatemi perché ve lo dico io.

Ma come osi? Non è certo questo che ti basterà per avere il nostro voto!

Non vi basta? Ah, all'improvviso non vi basta più? A guardarsi intorno non si direbbe. Ma d'accordo, sarò più precisa.
Votatemi perché non lo avete mai fatto prima.

Questa ha voglia di scherzare, andiamocene. 

Votatemi perché non sono in parlamento. Non ci sono mai stata. Giuro.
Nemmeno in gita col liceo (professori sessantottini: preferirono Amsterdam).

No, ancora non basta. Però continua.
D'accordo. Ragioniamo.
Chi è che ha portato l'Italia allo sfascio, alla devastazione, alla crisi, alla fame, alla miseria, all'accattonaggio, all'Inferno, allo scatafascio, alla "recessione"?

Oh Gesù, ha detto "recessione"!
Ma si può dire "recessione"?
Non saprei, però l'ha detto pure Monti una volta.
Ma no, guarda che aveva detto "ricezione": che era uscito dal tunnel ed era tornata la "ricezione".
Fuori dal tunnel.
Sempre a parlare di tunnel quello là.
Ma no, aveva proprio detto "recessione" l'ho visto al tiggì.
Ma quindi si può dire?
Sì, ma con sobrietà.
 ...
Ha detto "recessione".
Già.
È una che ragiona fuori dagli schemi.

Silenzio, non ho finito!
Chi è stato a rovinarci? Beh, non rispondete? Ma quelli che stanno in parlamento, è chiaro!
Ebbene. Come vi dicevo, io in parlamento non ci ho mai messo piede.
Ed è per questo che ora dovete votarmi: votatemi perché io non sono mai stata in parlamento.

...
...

Ora che ho ottenuto la vostra attenzione, continuiamo.
Chi è che ci ha ridotti così se non i politici? Tutti i politici, dal primo all'ultimo e poi ancora giù e giù fino a Rutelli.
Bene, oltre a non essere mai entrata in parlamento, io vi dico che non ho mai fatto politica.
Votatemi perché io non ho mai fatto politica ma soprattutto votatemi perché io non sono un politico.

È vero. I politici erano cattivi, e ci piace il fatto che tu non sia una di loro.
         Ma ora i politici non ci sono più.
Altri hanno preso il loro posto e sappiamo che l'hanno fatto per il nostro bene!
Come la mettiamo con questo?

Certo, i politici sono stati cacciati, ma io non solo non sono un politico. C'è dell'altro.

Dell'altro?
Cosa può esserci di meglio che non essere un politico?

C'è questo: io non so nulla di politica.
Ed è ciò che vi salverà dalla tragedia.

Ci salverà!
Ha detto che ci salverà!
Sì, salvaci!
Ma. Ma se non sai nulla come farai a salvarci?

Cercate di seguirmi.
A chi è stato affidato il nostro Bel Paese per uscire fuori dalla fossa che si era abilmente scavato con le sue stesse manine sporche e sudaticce?

A chi?
A chi? Diccelo!

È stato affidato ad una nuova, pericolosissima casta.
        
No!
Abbasso la casta!
Buuu!!
Ma un momento. Non era quella di prima la casta?

Spiegaci. Non capiamo.

Quella nuova è senza dubbio una casta ancora peggiore della precedente. La casta che ora comanda l'Italia è la casta dei "tecnici". E i tecnici ci hanno imposto nuove tasse e privazioni. I tecnici ci hanno trattato male. I tecnici ci hanno guardati dall'alto in basso mentre tutto ciò che noi volevamo sentirci dire è che era tutto a posto, che non c'era da preoccuparsi. Noi volevamo solo dormire altri cinque minuti. O perché no, altri cinque anni! Mi pare evidente che i tecnici non ci vogliono bene.

È vero. I tecnici sono cattivi!
Giusto! Io li odio i tecnici!
Io li ho sempre odiati!
Ci hai aperto gli occhi!

Amici! Amici, c'è di più.

Dicci, oh leader.
Dicci: cosa c'è di più?

Cos'è che accomuna tutti questi tecnici? Cosa, se non la loro competenza? La loro preziosissima competenza?
E c'è un motivo ben preciso per cui posso assicurarvi che io non ripeterò i mille errori di questi nostri attuali spocchiosi governanti.
Qui, oggi, davanti a voi, lo giuro: io sono totalmente incompetente.
Io non so nulla di politica, non ho competenze in alcun campo che possa risultare anche solo affine alla politica ed al governo di una nazione.
Votatemi perché non sono un tecnico.
Votatemi perché sono ignorante.

Evviva!


Votatemi perché io sono come voi.

mercoledì 21 novembre 2012

Sole d'autunno

Una giornata di sole in autunno è il piccolo regalo che arriva senza bisogno di una ricorrenza.

Una giornata di sole in autunno è la tua compagna che ti porta la colazione a letto la Domenica mattina.

Una giornata di sole in autunno è l'elogio di un collega per l'ottimo lavoro svolto.

Una giornata di sole in autunno è un vecchio amico ritrovato dopo tanto tempo.

Una giornata di sole in autunno è un abbraccio all'apparenza immotivato.

Una giornata di sole in autunno è il sorriso dei tuoi figli quando tornano da scuola.

Una giornata di sole in autunno è la mano tesa di uno sconosciuto.

Sono quasi certa che la giornata di sole in autunno stia per chiedermi dei soldi.